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Quest'articolo è stato aggiornato il giorno: lunedì 29 maggio, 2023

Amato, odiato, venerato, contestato; divenuto oggetto del desiderio già prima della sua uscita ufficiale, e contestualmente divenuto l'icona del nuovo corso della telefonia (e dell'elettronica in generale) del nuovo millennio.
Partorito, anche con una certa dose di rivincita, dalla mente visionaria di Steve Jobs, l'iPhone ha cambiato per sempre le regole del mercato cellulare: anzi, possiamo ben dire, a molti anni dalla sua prima apparizione, che il telefono di Apple ne ha inventate di totalmente nuove.
Culto per gli amanti della mela morsicata, fonte inesauribile di 'ispirazione' per molte altre aziende (coreane o meno), i suoi dati di vendita sono impressionanti: si parla di centinaia di milioni di unità piazzate, per tutte le sue incarnazioni.
Impressionante, considerando che pochi modelli di iPhone tengono usualmente testa a centinaia di modelli di tanti altri produttori (accorpati).

Status-symbol dell'era contemporanea, strumento indispensabile per lavoro o per diletto, milioni di persone in tutto il mondo non potrebbero mai più separarsene: l'iPhone è questo, ed è ben più di un semplice smartphone.
Nel corso degli anni, l'aura di re del mercato si è mischiata a false credenze, semplice ignoranza o luoghi comuni sul suo conto, che quasi sempre non hanno nessuna fondamenta di verità; oppure, in qualche caso, se hanno una base reale, tale base è poi comunque travisata oltre ogni immaginazione.

Concorrenza sleale degli 'spin doctor' della concorrenza, rigida politica di Apple (non sempre chiarissima, per l'utenza media), poca competenza in elettronica del popolino: insomma, tanti fattori, uniti anche ad una certa invidia per la sua posizione dominante, che nel tempo hanno coperto l'iPhone di una patina spesso e volentieri falsa. Magari, dipingendolo come non è proprio.
Qui quindi una serie di luoghi comuni, anche abbastanza diffusi, sull'iPhone e sulle sue caratteristiche, che sarebbe veramente ora di sfatare: una conoscenza vera del dispositivo, scevra dal sentito dire e obiettiva, può aiutarti ad usarlo in maniera più pratica, serena e profittevole.
Anche conoscendo le sue vere magagne (tutti i dispositivi elettronici ne hanno).
Se quindi sei già possessore di un iPhone, stati per comperarne uno o sei semplicemente curioso, continua a leggere.

“Le batterie dell'iPhone non possono essere sostituite”

Falso
Le batterie degli iPhone, come quelle degli iPod ed iPad, e come qualsiasi altro dispositivo che monta un accumulatore portatile, possono essere sostituite.
Solo che, a differenza di tanti altri, le batterie dei dispositivi mobili di Apple sono generalmente integrate negli stessi: all’utente, quindi, è preclusa la possibilità di cambiarle da solo.
È quindi necessaria una manodopera specializzata, poiché il cambio della batteria è specifico per ogni modello, e richieste profonda competenza in ambito elettronico, estrema conoscenza specifica del dispositivo e tutta una serie di check e test elettrici che un utente medio, solitamente, non può e non vuole fare.

“La batteria dell'iPhone dura troppo poco”

Affermazione né vera e né falsa
Dipende dall'uso che ne fa l'utente.
L'iPhone monta, in ogni suo modello, un moderno accumulatore ai polimeri di litio (Li-poly); tale batteria ha enormi vantaggi d'utilizzo pratico, essendo priva del fastidioso 'effetto memoria' (che tanto ha afflitto le batterie Ni-Cd e Ni-MH nel passato); è molto densa, leggera e modellabile a piacere dal costruttore, che così può integrarla al meglio nel dispositivo.
Sarebbe da notare, e lo si può fare solo dal vivo, come una batteria così sottile riesca a stoccare più di 1400 mAh: una capacità considerevole, considerando le dimensioni veramente esigue, che può arrivare anche fino a quasi 3000 mAh per la batteria di iPhone 6 Plus ed iPhone 6S Plus.
Ma una generica batteria è solamente un contenitore, che si riempie e si svuota come qualsiasi altro vaso; la velocità con cui cede gli elettroni accumulati è dipesa da moltissimi fattori, in primis dall'uso che ne fa l'utente.

Ormai la parte telefonica degli smartphone, iPhone incluso, è considerata secondaria per il mercato: conta molto di più la fruizione dei contenuti multimediali, soprattutto quelli disponibili sull'Internet.
Ecco quindi l'uso massiccio (forse, a volte eccessivo) di antenne Wi-Fi, GSM, GPS, Bluetooth. Un costo considerevole, energeticamente parlando, che un iPhone generico deve sostenere praticamente sempre.
iOS, ovvero il Sistema Operativo di iPhone, iPod ed iPad, è sempre ottimizzato, in ogni sua incarnazione, per un uso coerente dell'energia del dispositivo, ma non fa miracoli.
Come non ne può fare nessun altro Sistema Operativo, in tal senso.
La batteria dell'iPhone non è dissimile quindi da tutte le altre batterie degli altri telefoni: è sempre una Li-poly, con pregi e difetti di tale tecnologia.
Anzi: il consumo energetico, a differenza di altri smartphone, è sempre perfettamente calibrato da Apple, che produce direttamente sia software che hardware, cercando sempre di integrarli al meglio ad ogni aggiornamento di Sistema e di dispositivo.

“La prima carica della batteria di iPhone deve durare tantissimo, almeno 15 ore”

Falso
È un vecchio luogo comune, valido molto tempo fa con le vecchie batterie Ni-Cd e Ni-MH, ma di certo non più ora.
Anni addietro, non c’erano a disposizione i moderni caricabatterie ‘smart’, ovvero col chip di controllo dell’intensità (e/o tensione) elettrica, ed il caricatore erogava sempre lo stesso amperaggio (o voltaggio, a seconda della tecnologia dell’accumulatore da caricare).
Il problema è che ogni batteria ricaricabile è composta da celle, divise da un elettrolita: tali celle, capaci di immagazzinare elettroni e fornire quindi una differenza di potenziale ai capi dell’accumulatore, vengono caricate obbligatoriamente in maniera sequenziale. Ovvero: cella dopo cella, fino al 100% del numero totale. Oltre il 100% le celle smettono di accumulare energia, ed anzi disperdono quella in eccesso sotto forma di calore.
A mano a mano che le celle si caricano, la batteria ha bisogno di sempre meno elettroni in entrata: un po’ come il classico bicchiere mezzo vuoto (o mezzo pieno, se siete ottimisti), che necessita di meno acqua per riempirsi completamente, rispetto ad un bicchiere vuoto. Se si riempie oltre la misura, il bicchiere trabocca.
Lo stesso succede con una batteria: se si forniscono più elettroni del necessario, la batteria non riesce a contenerli.

Datosi che è già difficile riempire fino all’orlo preciso un bicchiere d’acqua, senza farlo traboccare neppure di poco, mantenendo la mano ferma, figurarsi a fare lo stesso con gli sfuggenti e velocissimi elettroni.
Bisogna per forza di cose rallentare la carica, o si corre il rischio di non essere precisi.
Attualmente, questo problema, nei moderni caricabatterie, è gestito da un apposito circuito integrato che, per l’appunto, regola costantemente ed autonomamente tensione ed intensità del flusso elettronico, impedendo la sovra-carica della batteria.
Tempo fa, i chip di controllo non erano disponibili e quindi, per forza di cose, per impedire la sovra-carica si tenevano tensione ed amperaggio sempre bassi, in modo da caricare uniformemente tutte le celle.
Questo voleva dire tempi di carica veramente lunghi: anche di oltre 10 ore!

Ora come ora, il problema è risolto: tutte le moderne batterie agli ioni di litio e derivate hanno integrati svariati chip di controllo che, uniti a quelli del tuo iPhone oppure iPad, gestiscono in tutta sicurezza ed autonomia la carica.
Carica che quindi, a batteria scarica, partirà con un’intensità elettrica elevata, per poi essere modificata ed abbassata, in tempo reale, mano a mano che le celle della batteria si riempiono.
Oggigiorno, una carica rapida di un accumulatore da circa 2000 mAh può essere fatta in circa 30-40 minuti, proprio grazie ai componenti integrati di controllo che lavorano in automatico.
Non è quindi necessario tenere il tuo iPhone inchiodato alla presa del vostro circuito casalingo per tutta la notte.

“Sarebbe bene far scaricare la batteria dell'iPhone completamente, prima di ogni ricarica”

Falso
Per i motivi esposti in precedenza, anzi, tale utilizzo accelera il naturale degrado della batteria Li-poly integrata nel tuo iPhone.
Questo tipo di batterie, per loro stessa tecnologia costruttiva, degradano naturalmente appena escono dalla fabbrica. Il degrado è lento ma costante, sia che la batteria sia usata, sia che sia lasciata a riposo. Si stima che, ogni anno solare passato dal momento della produzione, una Li-poly perda circa il 20% della capacità originaria.
Non usandola, quindi lasciandola sempre a tensione quasi zero, tale percentuale di degrado accelera velocemente.
Al contrario, un uso continuativo, con cariche frequenti della batteria, ne prolunga l'esistenza e migliora le sue prestazioni.

Ecco perché l'iPhone andrebbe sempre caricato ogni volta che se ne ha la possibilità, a prescindere dall'effettivo residuo di energia mostrato dall'algoritmo di iOS.
Ancora, alle cariche lunghe andrebbero sempre preferite cariche brevi ma frequenti: anche micro-cariche di 10 minuti, spartite però più volte nel corso della giornata.
Questo alla batteria del tuo iPhone fa solo che bene.

“Anche se cambi la batteria dell'iPhone, ti durerà sempre di meno di come ti durava all'origine”

Falso,
ripristinando la regolare capacità dell'accumulatore, l'iPhone viene riportato a condizione originaria.
Il problema molto percepito dalla gente, semmai, è da considerare dal lato squisitamente software: quando avevi comperato l'iPhone, anni fa, c'era sicuramente una versione di iOS differente, con applicazioni anch'esse in versione differente da quelle che usi ora.
Pochi anni, in elettronica, soprattutto nel settore mobile, equivalgono davvero a secoli: tutto viene aggiornato, migliorato e a qualsiasi software, specialmente di Sistema, vengono aggiunte sempre nuove funzionalità, a seconda dei gradimenti degli utenti.

Nuove funzionalità e nuove opzioni, spesso e volentieri, comportano un maggiore consumo elettrico da parte della CPU.
Prendi il caso di WhatsApp, la popolarissima applicazione per la messaggistica istantanea: quando era partita, anni addietro e solo per iOS, permetteva l'invio di soli messaggi di testo, e non era neppure implementato il multitasking reale (iOS all'epoca non lo supportava).
In pochissimi anni, le sue funzionalità si sono estese oltre ogni limite: foto, video, messaggi vocali, uso combinato con l'ambiente desktop, multitasking sempre attivo, geo-localizzazione, ecc ecc.

Tutte funzionalità utilissime, ormai anzi indispensabili, ma che hanno comportato una drastica revisione al codice; ad ogni aggiornamento e ad ogni revisione dello stesso, il consumo energetico dell'app si è fatto sempre più considerevole.
Ora, secondo te, la versione attuale di WhatsApp, che gira sullo stesso esatto modello di iPhone che avevi anni fa, può consumare esattamente come consumava all'epoca? La risposta, ovviamente, è no.
E così tante altre applicazioni, ovviamente iOS incluso.
I programmatori lavorano duro per mantenere il consumo energetico sempre contenuto il più possibile, ma i miracoli ancora non possono essere fatti.

Quindi, anche se hai cambiato la batteria del tuo iPhone di recente, quello che è contestualmente cambiato è anche il tuo modo di usare il telefono, ed il software che sopra ci gira: il tuo iPhone consuma molta più energia ora che nel passato, e datosi che la durata della batteria è direttamente proporzionale all'utilizzo che l'utente ne fa... I conti finali sono di conseguenza.

“Cambiando il vetro rotto dell’iPhone in un centro non Apple, si perde la garanzia”

Vero,
ma il problema non è dove si porta il telefono, ma è piuttosto il danno intrinseco: un vetro frantumato invalida sempre e comunque la garanzia.
A prescindere da dove lo porti.
Usualmente, la garanzia limitata di un generico bene, sia legale che commerciale, copre solo gli eventuali difetti di fabbricazione ed assemblaggio di determinati componenti; non copre eventuali danni causati dall’utente.
Danni che, come nel caso di un vetro rotto, possono incidere anche su altri componenti (basti pensare ai circuiti della fotocamera frontale e dello speaker della micro-cornetta).
In questo caso, la garanzia è usualmente persa nel momento del danno, per tutto il telefono (e non solo il vetro).
È quindi indifferente dove vuoi portare il tuo iPhone: dovrai comunque pagare di tasca tua la riparazione.

“I componenti interni di un iPhone non si possono riparare”

Falso
Tutti i componenti passivi di un iPhone, ovvero qualsiasi componente che non sia un integrato della scheda logica, può essere sostituito.
La riparazione può essere più o meno facile, questo è un altro discorso, ma è comunque possibile.
Microfono vivavoce, microfono e speaker micro-cornetta, videocamere, pulsante home, pulsante accensione, antenne GSM, Bluetooth e Wi-Fi: tutto può essere sostituito.

“Sostituendo il vetro di protezione di un iPad od iPhone, ci sono problemi di rallentamento al touch-screen”

Falso
Se la riparazione è eseguita a regola d’arte e vengono usati componenti OEM/A+ di qualità, non esiste nessun problema ed il risultato finale è totalmente eguale alla condizione originaria del dispositivo.

“Le scocche d’alluminio danneggiate di iPhone non possono essere riparate senza comperare un dispositivo ricondizionato”

Falso
Tutte le scocche d’alluminio di iPhone ed iPad possono essere riportate a condizione d’utilizzo.
Farlo, però, può non essere semplice: occorrono delicati strumenti specifici e molto tempo di lavorazione.
Nel nostro laboratorio, eseguiamo la dimatura ed il ricondizionamento delle scocche di iPhone 5, iPhone 5S ed iPhone 6 come intervento di default nel caso di sostituzione del vetro di protezione rotto.

“Apple progetta l'iPhone con un piano di obsolescenza programmata!”

Falso
Tutto il contrario, semmai.
Apple supporta ufficialmente i suoi dispositivi per molti anni dalla data di uscita, ed iPhone non fa certo eccezione alla regola.
Di solito, il supporto ufficiale è anzi ben più lungo di quelli che altre aziende, per la stessa tipologia di dispositivi, offrono.
Basti pensare all'iPhone 4: messo in vendita nel 2010 e supportato fino ad iOS 7, che uscì nel 2014.
Oppure, iPhone 4S: uscito nel 2011, è aggiornabile sino ad iOS 9, uscito a fine 2015.
Veramente tanto tempo, soprattutto nel campo della telefonia, dove mesi equivalgono ad anni.
E quattro anni, parlando di un telefono cellulare, sono veramente secoli.

“Apple esegue la censura delle applicazione sull'App Store!”

Parzialmente vero
Apple ha una sua politica etica sui contenuti che vengono approvati per la distribuzione sull'App Store, questo sì.
E, a parte una ferrea linea di sviluppo software, che i programmatori devono obbligatoriamente seguire, c'è anche il divieto di distribuzione di applicazioni pornografiche o comunque erotiche.
Può piacere o no, ma è una politica aziendale, ed i motivi di tale scelta sono alquanto evidenti: molti bambini e ragazzi frequentano abitualmente l'App Store scaricando app, e sebbene in iOS sia presente un filtro con un controllo parentale, Cupertino ha deciso comunque di risolvere il problema alla radice, impedendo la vendita di materiale pornografico.
Una scelta a ben vedere in perdita per l'azienda, perché la pornografia comunque genera quasi sempre alti utili.

Dal punto di vista tecnico invece, Apple vieta la pubblicazione di App che modifichino, anche parzialmente, le funzionalità di base del Sistema: tutte le app sono in pratica delle sandbox, e le modalità di integrazione in iOS sono dettate da Apple stessa.
Se ciò è in parte riduttivo per gli sviluppatori, è sicuramente molto più sicuro per l'utenza finale, che non deve preoccuparsi di virus, trojan e malware (come su altri Sistemi concorrenti molto utilizzati).
Quindi, non si può davvero parlare di 'censura', ma solamente di salvaguardia dello stesso Sistema.

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